Un orto nel deserto!

Il Mugello è una terra verde, ricca di acqua, e gli orti rigogliosi, pieni di ottima verdura sono comuni. Molti dei suoi abitanti coltivano il proprio orto per hobby o antica abitudine, per avere prodotti freschi e sani o per un bel risparmio sulla spesa. E proprio l’orto è l’ultima idea di Badenyà . 

A Nouna, la regione del Burkina dove operiamo, la savana è minacciata dal progressivo avanzamento del deserto. Siccità nella stagione secca, alluvioni nella stagione umida, deforestazione, progressivo inaridimento delle falde acquifere.

Nouna è un’area rurale, dove si pratica un’agricoltura tradizionale ed arcaica. Si coltivano cereali, miglio, riso e mais, da giugno a settembre, la stagione delle piogge.

Vicino ai pochi fiumi, tra ottobre e febbraio, quando ancora scorre un poco di acqua, qualcuno coltiva l’orto. Cipolla, lattuga, cavolo, carote, qualche pomodoro. Al mercato si trova poco. La possibilità però esiste.

Qualche coltivatore più intraprendente ha scavato i pozzi, recintato alcuni ettari di terreno e creato orti che potrebbero fare invidia al Mugello. Le tecniche di irrigazione non sono certo le più moderne, ma il loro impegno ci mostra come esista un’opportunità. Se c’è l’acqua, … il sole certo non manca!

 Partendo da queste riflessioni, e dal profondo desiderio di spostare la nostra azione da un aiuto caritatevole ad un supporto per l’attività e la crescita economica sostenibili, abbiamo iniziato ad elaborare idee ed un piano di lavoro che ha portato alla definizione del nuovo progetto: “Sole e Acqua. Un modello di sviluppo sostenibile.” Il nostro obiettivo primario è quello di realizzare in un villaggio rurale una coltivazione orticola che porti all’autosufficienza le famiglie coinvolte.

Lo scorso gennaio, nel corso del nostro viaggio a Nouna, abbiamo lavorato molto per verificare la fattibilità, e mettere le basi per la realizzazione. Abbiamo individuato il villaggio con cui collaborare, definito il terreno e le attrezzature necessarie, le persone che dovranno lavorarci.

Abbiamo individuato un agronomo che fornirà il supporto tecnico, e curerà la formazione degli orticoltori: le sementi, il concime e la lotta naturale ai parassiti, la rotazione delle colture, le tecniche di irrigazione. Vogliamo che questo orto divenga un modello, un posto dove gli abitanti della regione possono venire a vedere ed imparare.

Ora Calvin e Genevieve, i nostri rappresentanti sul posto, lavorano per realizzare le fasi successive del progetto. Vogliamo essere pronti per il prossimo ottobre, al termine della stagione delle piogge, ad iniziare la nuova avventura, l’orto nel deserto.

Un grande aiuto ci viene dalla Water Right Foundation, la fondazione toscana che opera sui temi del diritto di accesso all’acqua e della gestione sostenibile della risorsa idrica, che sosterrà il progetto.

È un progetto complesso ed ambizioso, ma siamo certi che la soddisfazione alla fine sarà grande. Continueremo a tenervi informati sull’avanzamento.