Thia: un “pozzo” di felicità che ripaga un anno di lavoro!

Sono le 19.10 di giovedì 3 gennaio quando il telefono squilla. E’ Somé, responsabile della trivellazione del pozzo di Thia, che ci annuncia la bella notizia: “La vena d’acqua è stata intercettata. La profondità del pozzo è di  56 metri, con una portata di circa 5 metri cubi d’acqua!”.

Diamo all’istante la notizia ad Antonella, che proprio quella sera aveva deciso di preparare la cena al posto di Lucien, il cuoco. Antonella trattiene, pur con difficoltà, la sua giustificata emozione. Il grande impegno profuso per trovare i fondi per realizzare il pozzo in memoria del compianto marito Giancarlo ha finalmente trovato compimento! Thia, uno degli ultimi villaggi del territorio di Nouna a non avere accesso all’acqua potabile, avrà d’ora in poi la sua acqua limpida, pulita. Antonella ritorna immediatamente in cucina, forse anche per godere da sola – o in compagnia di Giancarlo – questo momento unico.

Il giorno seguente, venerdì 4 gennaio, Antonella non sarà certamente sola.

Partiti la mattina per Thia, una volta arrivati nelle  vicinanze del villaggio veniamo travolti da un’accoglienza entusiasmante. L’intero villaggio è in attesa del nostro arrivo; il nostro furgoncino è circondato da una folla entusiastica di bambini, giovani, donne, uomini, che ci accompagna tra canti e applausi verso il villaggio. La gioia è così incontenibile che i 200 abitanti di Thia sembrano almeno il doppio!

A fatica riusciamo a scendere dal furgoncino che subito la folla ci circonda e, in una lunga processione, ci accompagna festosamente nel luogo della trivellazione del pozzo.

Nel frattempo la squadra di trivellazione dell’OCADES sta ripulendo dalla terra, con getti di aria compressa, la lunga tubazione di 56 metri servita per la perforazione. Assistiamo così a un evento veramente emozionante!

Assieme a tutti gli abitanti del villaggio ci disponiamo a semicerchio attorno al pozzo, quasi in religioso silenzio a contemplare lo spettacolo. Dalla folla si alza un grido che annuncia che il pozzo è stato realizzato grazie all’impegno di Antonella. Il silenzio contemplativo è sommerso da applausi, canti, tamburi, e tantissime strette di mano per Antonella; questa volta l’emozione ha il sopravvento e riempie i suoi occhi.  Un’emozione (cui ne seguiranno molte altre durante la mattinata) che ha sicuramente ripagato il suo grande impegno, quello dei familiari e degli amici per realizzare questo bene prezioso e vitale che cambierà assolutamente in meglio la vita degli abitanti di Thia. 

“Ora Thia ha finalmente il suo pozzo a pompa, ha la sua acqua potabile”, dirà al termine della mattinata Calvin Moukoro, responsabile di Badenyà a Nouna, alla popolazione del villaggio. “Thia ha, però, la responsabilità di gestire correttamente il pozzo, così come lo prevede anche la recente legislazione burkinabé, con la creazione del “comité des usagers” (comitato degli utenti) ”.

Uno dei cosiddetti “uomini risorsa” del villaggio (ovvero uno dei vecchi saggi) risponderà che “così come oggi Thia ha ricevuto da Antonella tutti i regali del mondo, Antonella stessa, da oggi, ha una nuova famiglia: il villaggio di Thia; ogni volta che Antonella (o chiunque delle persone di Badenyà) tornerà a Thia, rimarrà meravigliata”. Un ultimo lungo applauso completa e sancisce l’impegno preso del villaggio.

La festa continua con danze e scambi di doni; quando decidiamo di ripartire, il lungo e gioioso corteo che ci aveva accolto ci accompagna verso la strada del ritorno, in particolare i più festosi sono i bambini che ci salutano con un lungo e grande “ciaoooooooo!”.