Un desiderio dell'altro mondo

 

Nel “nostro mondo” dove la comunicazione è ormai affidata ai moderni mezzi tecnologici, è sempre più difficile ricevere lettere che non siano legate alle bollette da pagare.

Perciò, quando in mezzo a queste, trovo una lettera  di Simeon, che arriva dal Burkina Faso,  è sempre una sorpresa.

Scritta a mano su una pagina strappata da un quaderno,  immagino il lungo viaggio che ha  compiuto per giungere fino a noi.

Questo è il modo con cui si annuncia l’”altro mondo” dove la vita è diversa.

Dove vi sono necessità e priorità diverse da quelle che ci impone il nostro mondo.

Frugo nella memoria alla ricerca di quegli studi di francese di tanti anni fa, e con il soccorso del dizionario, cerco di capire che cosa il nostro amico ci manda a dire.

Ma questa volta in mezzo ai ringraziamenti, alla fortuna di esserci per lui, alla buona salute, ci sono delle parole che non riesco a tradurre, e stanno accanto ad una frase: “vi supplico di ricordarsi e di potermi aiutare”.

E’ una richiesta così forte che merita tutta l’attenzione, anche fossero davvero “fumetti”, come una mia prima superficiale interpretazione di una delle parole difficili mi fa pensare, ma  accanto vi è  un’altra parola, il cui significato,  sta ad anni luce dai fumetti.

Tanto lontana da sembrarmi impossibile.

La soluzione me la fornisce Ilaria del Movimento Shalom, a cui mi rivolgo per avere la vera traduzione. “Ti sta chiedendo una zappa per i campi”.

Che mente inquinata la mia! Sarà colpa di tutto questo scintillio di luci, degli addobbi, dei cenoni.

Perdonami Simeon,  ero distratta dal “nostro mondo” anche quando, cercavo di interpretare il desiderio di un bambino, che invece non vi appartiene.

Bastava che mi fossi fermata a pensare, che quella richiesta arrivava dall’”altro mondo”, dove davvero si può desiderare una “zappa”, e certo non per giocare.

Dina Conti