Viaggio verso Gorom Gorom

Diario di viaggio di Francesca Nieri

E’ difficile raccontare un viaggio come quello in Burkina. Quando al ritorno in molti mi hanno fatto questa domanda non ho trovato le giuste parole e ho risposto con frasi di circostanza. Bisognerebbe raccontare ogni attimo vissuto in questa settimana, i bambini che ti stringevano la mano e ti donavano l’unica cosa che avevano... un sorriso. Il viaggio, organizzato dall’8 al 17 gennaio dal movimento Shalom, è stata un’occasione per vedere i progetti realizzati in collaborazione con alcuni partner del mondo profit come Coop e i piccoli, ma importanti, passi in avanti che il popolo burkinabé compie ogni anno.

 

La Pizzeria a Loumbila

 

Una spaghetteria albergo “Laafi Roogo” nella capitale Ouagadougou, dove giovani ragazze e ragazzi hanno imparato grazie all’aiuto di volontari Coop a fare gli spaghetti e a gestire un’attività in proprio, la pizzeria a Loumbila che prosegue la sua attività, il progetto dei fagiolini da gennaio disponibili nei supermercati ed ipermercati Coop con il marchio “Terra Equa”, il concerto di Irene Grandi, testimonial Coop, da cui è nato un dvd.  Il viaggio è proseguito verso nord, destinazione Gorom Gorom. “Sediamoci e parliamo”: questo significa Gorom Gorom. In effetti è un luogo che ti obbliga a riflettere. Vicino all’orfanotrofio “Casa Matteo”, fortemente voluto da Walter e Carla genitori di Matteo scomparso prematuramente qualche anno fa, sono stati quest’anno inaugurati l’Hotel delle Dune e una maternità. Ma la cosa che porterò sempre nel cuore sono gli occhi che ridono dei bambini quando gli insegni semplici cose, un fischio o una canzone, quegli stessi occhi che ti seguono tristi andare via e ti chiedono “tornerai?”.E’ la gente la vera anima del Burkina. Dal niente riescono a darti il tutto. Ho provato varie volte a ricercare qui il calore del Burkina, ma ho trovato solo una perenne insoddisfazione velata di tristezza. Grazie di avermi ricordato di sorridere Burkina, terra degli “uomini integri”.

Francesca Nieri