Impressioni di viaggio (Nouna, gennaio 2010)

Al nostro ritorno abbiamo chiesto agli amici che per la prima volta hanno affrontato il viaggio in Burkina Faso di esprimere in poche righe quali siano state le loro impressioni: eccole...

 

Viaggio indimenticabile.

Nonostante le condizioni di vita e la natura del posto poco amichevole, le persone del luogo sono cordiali e dignitose.

Apprezzano tutto quello che riusciamo a fare e sono molto riconoscenti (ci hanno regalato più di venti polli e due montoni).

E' un'esperienza che ti fa riflettere su quali sono i veri valori della vita.

La soddisfazione più grande: verificare di persona che i progetti che abbiamo contribuito a realizzare sono davvero utili.

PS: Dice il saggio, meglio un'adozione a distanza oggi che “un’ignorante” domani...

Marcello


Questo avvicinamento con l’Africa è iniziato già da tempo, tutto è cominciato nel 2008 ad una cena di solidarietà per Badenyà al campo sportivo di Scarperia: i tortelli erano buoni e per una lotteria in palio mi sono portata a casa una statuina di bronzo che rappresenta il lavoro di una donna.

Questa donna burkinabé l’ho cercata per 2 anni e finalmente dopo due giorni di viaggio con Benjamin, Marzia, Giancarlo, Giampaolo, Paolo, Rosaria, Marcello, Rossano, Franco, Antonio, Elisa, Emanuela, Geneviève, l’ho trovata.

Stava in tanti villaggi: Seré, Kolonkoura, Lery, Solimana…a lavorare senza sosta.

Ci chiede di non lasciarla sola e non lo chiede per sé, Lei è abituata al duro lavoro, ma per i suoi figli che possano andare a scuola.

Ora che l’ho incontrata non la posso abbandonare.

Sono molto contenta di avere condiviso questo viaggio con voi, grazie per avermi sostenuto perché davanti ad alcune situazioni che abbiamo incontrato rimani impotente.

La cosa bella che mi è rimasto dentro del viaggio è il sorriso della gente e tutti questi bambini che ti corrono intorno.

Questo viaggio mi ha gratificato molto, per me è stata una maniera di rispondere a chi è meno fortunato di me e continuerò ad impegnarmi  per questa causa.

Ornella

 

I problemi dell'Africa sono noti.

Gli ho visti in tanti documentari e film, letti su libri, articoli e inchieste.

Toccare quei problemi però è stato diverso, un’emozione profonda, un dolore a tratti lacerante.

Quello che ho negli occhi e che voglio trasmettere però è un'immagine positiva.

Gente meravigliosa, intelligente, profonda e volonterosa che si impegna con tutte le forze per un futuro migliore.

Gioia di vivere, spirito di accoglienza, rispetto degli altri, volontà e sacrificio per imparare, impegno per gli altri, amore per i bambini, rispetto per gli anziani.

Questo basta per dire che io ho molto da imparare da questo popolo.

Quello che ho avuto è molto più di quanto possa mai pensare di dare loro.

 Paolo

 

La mia Africa.

Prima della partenza per il Burkina ero emozionata e spaventata, intuivo che sarebbe stata un'esperienza che poteva segnarmi molto, che avrei provato sentimenti forti e questo - insieme alla paura del viaggio in aereo - mi sconvolgeva.

Avevo deciso di partire da sola, senza la mia famiglia, e già sentivo che mi sarebbero mancati, soprattutto mio figlio Marco.

Per contro avevo dentro una pulsione che mi spingeva a partire, sentivo il bisogno di vedere e testimoniare, di dare e ricevere amicizia, affetto e sorrisi.

E' stato difficile ritornare alla realtà quotidiana dopo gli 11 giorni trascorsi in Burkina, forse perché sono stati così intensi e pieni di impegni che mi sembrava di essere rimasta in Africa 11 mesi.

E' come se il mio corpo, ritornato in Italia, si fosse staccato dalla mia mente, rimasta con il popolo del Burkina.

Meno male che c’è la famiglia, ancora e sostegno.

La gioia con cui mi hanno accolta al rientro mi ha consolata per il dolore di lasciare una terra tanto fiera ma tanto disperata.

E poi c'è Sebastian, il bimbo adottato a distanza che ho finalmente conosciuto, c’è la nostalgia di lasciare questo bambino che mi è scoppiata dentro nel momento stesso in cui l’ho conosciuto.

E' un “momento delicato”, sono felice e addolorata insieme per l'esperienza vissuta.

Felice perché ho negli occhi e nel cuore le immagini di donne fiere, forti, dignitose, di bambini belli e gioiosi, addolorata perché per noi occidentali le condizioni di vita di queste popolazioni sono inaccettabili, feriscono gli occhi e il cuore.

Oggi posso dire di essere contenta di essere partita, è stato giusto vedere, conoscere, capire.

Per me il lavoro comincia adesso, è ora di testimoniare.

Grazie ai miei compagni di viaggio, che hanno reso questa esperienza così importante.

Rosaria