Il rifiuto della fatalità e la speranza che rinasce


L’associazione Kanu di Nouna da oltre 10 anni si fa carico, dal punto di vista psicosociale, delle persone  colpite da HIV/AIDS. Un progetto che può contare ora sul finanziamento del progetto Badenyà.  L’obiettivo dell’associazione Kanu è quello di migliorare la qualità di vita dei malati, attraverso  l'accesso alle cure e la promozione della loro autonomia.

L'accesso alle cure si sviluppa su più assi:

- Il sostegno alle spese di trasporto per malati di HIV indigenti.

- il sostegno alle spese degli esami di laboratorio per i malati di HIV più poveri.

- il sostegno alle spese  per l’acquisto di medicinali, di beni di consumo e alimentari per malati di HIV indigenti.


Una priorità: dare autonomia finanziaria alle persone che vivono con l’HIV

L’esperienza dimostra che le persone povere infette che  sono state rifiutate dalla propria famiglia, vengono reintegrate quando la loro situazione finanziaria migliora.  Questo ci fa pensare che poiché l’HIV/AIDS è una pandemia  con molteplici sfaccettature, per riuscire a combatterla meglio, bisogna affrontarla anche sul versante economico. E’ un aspetto, quello, poco sostenuto.

Le Attività Generatrici di Redditi (AGR), che l’associazione Kanu realizza a favore delle persone povere che vivono con l’ HIV e delle loro famiglie, contribuiscono ad affrontare questo aspetto. Un detto popolare dice che « è meglio insegnare a pescare ad un lebbroso che dargli del pesce ». Questo modo di pensare  guida i nostri interventi. Nel  primo periodo sono stati privilegiati tre tipi di AGR:

  • il piccolo commercio;
  • il lavaggio dei panni;
  • il trasporto di materiali con carretta trainata da un asino;
Con l’aiuto dell'associazione Badenyà, sei persone hanno potuto, per la prima volta nella loro vita, varcare la soglia della Cassa Popolare di Nouna per aprirvi un conto,  dove potranno depositare "come gli altri", i loro piccoli risparmi. Infatti, per consentire un utilizzo efficace dei fondi assegnati al piccolo commercio l'associazione Kanu, ha finanziato l'apertura di conti di risparmio  a favore dei beneficiari.

I conti di risparmio di cui sono appena diventati titolari, danno loro parecchi vantaggi : la messa in sicurezza dei loro risparmi, la loro valorizzazione e la possibilità di beneficiare a lungo termine di un prestito per migliorare lo sviluppo delle loro attività.  Questa visione è un'arma in più, per vincere il senso di fatalità che pervade ancora l'infezione da HIV/AIDS nelle nostre società.  Tutte queste persone non avevano mai immaginato di poter vivere tanto da poter  beneficiare dei  vantaggi di un conto di risparmio. A questo proposito, Germaine ci ha confidato: « coll’ HIV/AIDS in corpo, non si pensa di vivere per anni. Si vive alla giornata. Non avevamo futuro: allora perché risparmiare? Oggi, pensiamo ad un avvenire migliore…. ».

Quando la speranza rinasce

Amidou è oggi una persona che vive con l’HIV. Vive nella corte paterna con sua moglie, anche lei infetta, ed il loro unico figlio, un bambino di  un anno circa. Era il supporto principale della famiglia finché non è iniziata la sua malattia: l’AIDS.

Il dimagrimento importante e prolungato, a cui vanno aggiunte delle dermatosi generalizzate e molteplici episodi di diarree acute, hanno portato all'emarginazione di Amidou. Sospettandolo affetto da AIDS, la famiglia ha paura ad avvicinarlo e lo isola.

I suoi piccoli risparmi  sono finiti nelle corso delle molteplici consultazioni all'ospedale. Ecco quindi  Amidou, senza reddito, senza assistenza della famiglia.

Con il sostegno dell'associazione Kanu, beneficia di alcune cure adeguate all'ospedale. Sotto ARV, la coppia ha ricuperato la salute. Resta  da ritrovare il suo posto in famiglia. Ma come fare?

Sa che deve riprendere le attività che gli permettevano di avere un reddito. Ma come fare senza un soldo, senza un minimo di capitale?

A queste domande Amadou trova delle risposte:  il finanziamento di Badenyà gli consente l’acquisto di una carretta e di un asino. Con l’affiancamento dell'associazione Kanu, Amidou sta ottenendo un doppio risultato: provvedere ai bisogni di casa sua, ma soprattutto dimostrare alla sua famiglia che l’HIV non è una fatalità.

Ha cominciato a sfruttare i nuovi mezzi che sognava di avere. Ed i risultati sono perlomeno soddisfacenti. Ma, facciamo un passo indietro, e  ritorniamo ad alcuni mesi prima per vedere come Amidou è stato accolto a casa sua con la sua carretta.

Una settimana dopo averla ricevuta, ci ha confidato che le relazioni con i membri della sua famiglia erano notevolmente migliorate. Le visite dei membri dell'associazione Kanu, l'acquisizione della carretta, il possesso di un conto di risparmio, ma soprattutto la determinazione  manifestata da Amidou hanno finito per convincere i suoi genitori e l’ambiente  familiare, che Amidou si era impegnato  per  Il suo futuro,

 Amidou dichiara: «  se Dio lo vuole  non sarò più  indigente! Mio figlio e mia moglie saranno fieri di me. I miei genitori mi considereranno  un uomo capace come gli altri, tanto più  adesso che ho un bambino ».

 Sempre con una nota di speranza, aggiunge: « la nostra alimentazione migliorerà e potrò risparmiare soldi per le nostre cure …..potrò avere un campo più grande e più curato. Potrò trasportare il concime organico per il mio campo e l'asino potrebbe essere utilizzato anche per la coltura a traino». Finisce con un sospiro: «Non potete capire….. Adesso, so che potrò vivere più a lungo ! »

Una cosa è certa. La vita di Amidou ha avuto una svolta. Una svolta verso la vita! E  casi come quello di Amidou, ce ne sono, eccome. Basta ascoltarli e dare un poco di se stessi  per ridare loro una seconda speranza.